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Leoncavallo, lo sgombero

 "Nessun rispetto per 50 anni di storia dei movimenti, contro-cultura, aggregazione giovanile, politica dal basso", ha dichiarato l'europarlamentare Salis eletta con Avs.

(ovviamente, da lei e dagli occupanti, nessun rispetto per i proprietari...)

Reagiste così l'occupatrice professionista, stamattina (21 agosto 2025) alla notizia che verrà sgomberato il centro Leoncavallo dopo 22 anni dalla richiesta dei proprietari (Cabassi)

In astratto non avrei nessun preconcetto all'esistenza di "centri d'aggregazione sociale", luoghi di cultura, assistenza e incontri fra cittadini.

Ho solo alcune riserve. Spesso gli spazi di questi centri sono occupati abusivamente e, sopratutto la "cultura" e la politica che nasce in questi luoghi ha un solo orientamento: sinistra estrema.

Basta entrare in uno qualsiasi per rendersi conto che si tratta di conventicole che diffondono un solo tipo di pensiero, quello estremo della sinistra, quello, appunto di Ilaria Salis che vuole abolire le carceri, la polizia e legalizzare le occupazioni. 

Frasi già sentite in un passato antichissimo, ormai, quando nelle manifestazioni si urlava: "Lenin, Stalin, Mao Tse Tung!". Era il 1968, acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, così i morti, le molotov, le pistolettate di Skorpion. Sono caduti anche i muri ed è stata svelata tutta la tragica realtà dei regimi comunisti.

Restano oggi le "Ilarie" e i frequentatori dei centri sociali, insieme a Fratoianni & C- che non osano definirsi comunisti, pur essendolo.

In tutto questo resta la legalità tradita, la proprietà, lo stato degli immobili, le tasse e i consumi.

A Cagliari "Sa Domu", centro sociale nello storico quartiere Castello, è occupato da decenni. È l'edificio di una ex-scuola a rischio crollo di proprietà del Comune.

Nessun sindaco (neppure Truzzu di FdI) ha avuto il coraggio di far sgomberare.

Quindi i "ragazzi" vivono dentro, ristrutturano, costruiscono palestre, organizzano corsi yoga e anche feste che durano fino a notte fonda sul terrazzo in cima al palazzo. 

Nessuno ha chiesto licenze o ha osato fermarli: terra di nessuno. Sembra che le regole per loro non esistano. Anzi l'Amministrazione Comunale paga loro acqua e energia elettrica.

Certo poco si può sperare da un sindaco - Zedda -  che gli ha sempre lisciato il pelo.

Resta il pericolo di crollo, spero non avvenga mai. Mi domando, però, ne caso, a chi sarebbe da attribuire la colpa?

Considerato che in Comune esiste un progetto approvato per la suo completo restauro?

Poi ci sono tutte associazioni di tanti orientamenti che fanno cultura, si occupano del sociale. Quasi tutte, senza scopo di lucro, fanno volontariato, si preoccupano della vita dei più deboli. Chiedono anche finanziamenti pubblici. Però lo fanno all'interno delle regole. Spesso mendicano una sede anche quando sono in vita da tanti anni.

Per chiedere finanziamenti e agevolazioni la burocrazia è micidiale, vogliono sapere tutto di ogni spesa di ogni socio. Sbagliare, anche di poco, può voler dire perdere l'occasione e non poter fare attività.

I centri sociali invece No. Sono "centri sociali" certificati di sinistra, quindi possono tutto e non hanno bisogno di licenze  per concerti, non pagano tasse sui biglietti, non chiedono permessi e certificazioni  per modificare gli stabili occupati abusivamente.

Il motivo di tanta libertà

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