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Visualizzazione dei post con l'etichetta fallimento

Rivoluzione delle Cazzate

 Il movimento 5 stelle si dissolve.  Di Maio, l'eroe, il campione, nominato ministro di qualsiasi cosa senza alcuna competenza ma leader di fatto insieme a Grillo, scappa e  fonda un partituccolo senza speranza " Insieme per il futuro" senza alcun futuro. Tanti hanno scritto che "dovevano aprire il parlamento come una scatola di tonno", cacciare la casta, rivoluzionare la politica: si sono trovati e si troveranno sempre più col culo per terra.  Forse alcuni li adotterà il PD (tanto in quel guazzabuglio ci sta chiunque), tanti torneranno a casa definitivamente. I difetti di questa "rivoluzione" mi sono stati chiari dal principio, anzi ancora prima: h o frequentato e commentato i post del sito di Grillo nel primo periodo Era evidente: tanta contestazione, spesso giusta e poca proposta. La/le proposte non erano solo poche ma anche stupide e pericolose, talvolta idiote. A leggere il loro programma economico venivano i brividi: "Incentivi per le piccol...

Nazionalizziamo?

Così un pilota stamattina dopo la bocciatura del piano di ristrutturazione Alitalia da parte del lavoratori: "Il piano non andava bene lo Stato deve nazionalizzare la compagnia". Avevo sentore già da prima che il piano venisse bocciato. Anni fa, quando la compagnia si trovò ancora sull'orlo del baratro, le interviste erano dello stesso tenore: niente riduzione di stipendi e del personale muoia la compagnia con tutti i filistei. Oggi si è giunti al punto. "Alitalia specchio del paese", scrivono alcuni media; è sicuro! L'Alitalia come tante altre aziende, statale e para-statali, sono state negli anni imbottite di personale inutile per favorire amici e amici degli amici politici. Lo Stato, imprenditore, ha opposto ben poche resistenze alle richieste di aumenti e benefit di piloti, hostess & C.; alla fine risultavano i più pagati e con più giorni di riposo al mondo. Negli anni, l'orgoglio italiano - è la compagnia di bandiera! - ita...

Se lo dice anche un ex-sindaco di Siena...

L'EX SINDACO DI SIENA, PIERLUIGI PICCINI, DISTRUGGE LA FAVOLA DELL’INDIPENDENZA POLITICA DI MPS - “IL PD HA SEMPRE GOVERNATO IL MONTE DEI PASCHI. L'INGERENZA È STATA ED È NOTEVOLE” - “HO SUBITO PRESSIONI DA D’ALEMA PER FAR SPOSARE MPS CON BNL. LUI, FAZIO, AMATO E LUIGI BERLINGUER MI CACCIARMONO DAL PARTITO” - “ANCHE RENZI HA USUFRUITO DELL’ACCORDO FRA MUSSARI E CECCUZZI PER ALCUNE NOMINE IN SOCIETÀ CONTROLLATE DA MPS”...

La banca e le tangenti.

Il metodo del PCI poi DS poi PD non è mai cambiato. I soldi prima arrivavano dalla Russia poi, chiusi i rubinetti rossi, sono arrivati dalle tangenti. Le banche e le Coop rosse hanno veicolato (e continuano a veicolare) i denari verso le casse dei partiti. Purtroppo, per caso e/o per strane distrazioni, poche volte si è arrivati a svelare gli arcani. Che sia finalmente l'occasione? Certo se vinceranno le elezioni... tutti si scioglierà come gocce nella pioggia ed andrà perduto per sempre... ---- "ottima" invece la soluzione di Beppe Grillo per il Monte dei Paschi: "Nazionaliziamola". Cosi dal controllo di un solo partito passerà al controllo del partito che governa ed i guai saranno gli stessi.

Banche e porcate di sinistra.

C'è il pesante zampino di Prodi sul disastro del Monte dei Paschi di Siena. La banca ai tempi del suo governo ha acquistato titoli di stato in modo abnorme ed acquistato la banca Ambroveneta per 10 miliardi, quando il valore reale era 6 miliardi massimo. Poi dato i buco di bilancio pesante ha compiuto operazioni su titoli spazzatura rischiosissime, e quindi, andate male. Bersani dice che i partiti fanno i partiti e le banche fanno le banche. Peccato che questa banca sia nel diretto controllo dei SUOI partiti da lustri e che i dirigenti siano nominati dalla politica, quindi dalla sua segreteria. Non dimentichiamo le telefonate di Fassino: "abbiamo una banca!" L'ennesimo esempio disastroso di quando il pubblico e la politica entrano a piene mani nell'economia privata. Potrebbe essere una lezione anche per Vendola ma non ci conto. Indietro con la memoria, all'acquisto e la vendita di aziende fuori dal valore di mercato, ricordiamo la Telecom con l'ac...

Senza Vergogna

Su Meli ex-sovrintendente dell'Ente lirico di Cagliari se ne son dette tante e ancora se ne dicono. Pur avendo portato nel nostro teatro grandi rappresentazioni e grandi interpreti ha lasciato un buco di bilancio che grava ancora oggi sulla gestione dello stesso. Tra le tante cose, gravi, sull'abile gestore, si dice abbia preso tangenti su tutti i personaggi apparsi sul palco; grandi maestri compresi. Una percentuale fissa e immutabili su budget che per altri teatri erano molto ridotti. Ieri una sua intervista al quotidiano sardo L'Unione Sarda.  in cui si propone per un rientro alla carica. Direi che è senza vergogna. Dopo essere stato bocciato sonoramente -forse perché scoperti per tempo i suoi metodi- dalla Scala di Milano, si presenta come salvatore di una situazione pesantemente compromessa di cui egli è la causa principale (insieme a chi lo ha lasciato al suo posto tanti anni...). Qualche responsabilità la ha anche chi pubblica questa intervista vergognosa.