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Paradossi

Il paradosso c'è e non si può negare. Due politici oggi di primo piano hanno già detto la scemenza: "bisogna ripopolare la Sardegna con i migranti" Oggi la notizia che il sindaco di Nuoro ha aderito ad un progetto per trovare lavoro ed accogliere in famiglia i migranti Siamo condannati oramai senza appello a subire l'invasione di cui non conosciamo la dimensione. Gli inviti del Papa all'accoglienza e le leggi ben poco restrittive invitano a venire in Italia. In più le espulsioni sono impossibili se non per ragioni estreme Oramai sanno tutti che i veri rifugiati sono in minoranza. Dall'Africa arrivano perché pensano di trovare in Europa migliori condizioni di vita. Niente di negativo ma quanti ne possiamo ancora accogliere realmente? Nuoro offre poco. Tanti giovani sono COSTRETTI ad emigrare. Costretti dalla mancanza di nuove iniziative economiche e a causa delle tante che hanno chiuso in questi ultimi anni. Allora sembra veramente paradossale che il...

Saranno solo battute ma...

Ecco una delle battute iniziali  di Ficarra e Picone a Striscia la Notizia: - Il PC non ha partecipato alla manifestazione per il lavoro - Come? Hanno partecipato alla manifestazione contro la povertà e non partecipano a quella per il lavoro? Come la sconfiggono la povertà se non con il lavoro? Con il "gratta e vinci"? Appunto! In Italia a sinistra da tanti anni pensano che andando tutti in piazza si risolva il problema del "povertà". Allo stesso modo, magicamente sventoli una bandiera e crei lavoro!

Come si fa ad ascoltare la Camusso?

La CGIL parla per il primo maggio. Ed ancora una volta, per bocca di una comunista, il lavoro sembra un dono calato dall'alto che arriva per volere del governo. Sembra che il lavoro stia in un sacco che il Presidente del Consiglio non vuole aprire. Purtroppo non è così. Il lavoro non c'è perché il nostro sistema economico non regge il confronto internazionale. Un sistema di imprese che non ha saputo rinnovarsi.  La complicità di sindacati legati ad "qualche ideologia fallita" è più che palese.

Grillo è i sindacati

Beppe Grillo per una volta ha detto qualcosa di buono: anche i sindacati vanno rottamati. I sindacati Italiani, dico io. Quelli che sono diventati degli inutili carrozzoni che non difendono più nessuno. Ideologizzati, legati alle lobbies di partito, capaci soltanto di soddisfare "la pancia" dei lavoratori con grandi manifestazioni che non hanno nessuna conseguenza. I segretari dei sindacati hanno risposto piccati: come faremo a fare ancora quei bei pranzi a base di aragoste? In Italia il lavoro dipendente ha ben poca protezione e questo lo si deve proprio ai sindacati. Hanno delle belle strutture di consulenza, patronati, piccole società, ma alla fine dei conti non difendono nessuno e sono facili alla corruttela. Da anni i segretari si permettono di discernere di qualsiasi argomento fossero pure i viaggi nello spazio o le guerre del golfo mentre i lavoratori invece attendono invano. La Camusso invece è convinta di doverci riportare in Unione Sovietica. C'è ...

Il ruolo dei sindacati

La CGIL non ha firmato ancora una volta gli accordi con il governo. Difficile entrare nel merito. Per me il primo compito di un governo in Italia è quello di ridare coraggio agli imprenditori. Senza impresa non ci sono lavoratori quindi neanche diritti. Certo è compito di un governo equilibrare le forze in campo favorendo gli accordi. Quel che trovo incredibili è fuori dal tempo sono i discorsi delle manifestazioni. Per la CGIL il tempo sembra essersi fermato agli anni '60. Confondono l'ideologia con i diritti del lavoratori. Da sempre sfruttano questi ultimi per la lotta ideologica e nulla sembra essere cambiato. Dopo i soliti slogan condivisibili di facile appeal, ho sentito frasi assurde come: il lavoro non può essere legato alle "logiche di mercato" oppure il governo deve "creare il lavoro" Chiaro: bisogna lavorare, pagati da tutti (?) per fare delle cose inutili. Nemmeno Keynes era arrivato a tanto. Se questo è il  nostro futuro...

Ecco qui...

Il sindaco di Cagliari Zedda, forte del sentimento d'integrazione multiculturale del partito da cui proviene SEL, ha deciso di sgomberare un campo Rom per regalare alle 25 famiglie che vi abitano degli appartamenti. Ha saltato a piè pari le esigenze di altri cagliaritani che in alcuni quartieri vivono in pessime condizioni; come, per esempio, coloro che vivono da anni in quello che era stato battezzato "Quartiere Parcheggio" e che è rimasto tale e quale dopo decenni; ma questo ora e marginale. Quel che non si aspettava di certo il sindaco è la reazione dei Rom. Non hanno gradito il regalo anzi pretendono a breve tempo la creazione di un campo dove possano vivere come prima ma con delle solide case in mattoni. Non ancora soddisfatti aggiungerebbero, al campo, la richiesta di un posto di lavoro per tutti. Mai che io abbia qualcosa contro i Rom ma è chiaro che è una soluzione difficilmente risolvibile anche per una certa qual scarsa riconoscenza...

Ogni tanto...

Ogni tanto si riesce a sentire in televisione qualcosa di sensato. Nel programma TV talk, che oramai ha preso una deriva politica senza ritorno, ovviamente sempre di sinistra, è intervenuto il direttore del quotidiano IL TEMPO, Mario Sechi. Nella settimana del bagno di bandiere rosse, prosopopea sindacale e manifestazioni, ha detto l'unica cosa sensata: "il lavoro non si crea con le manifestazioni ma con nuove aziende e relativo rischio aziendale". Sembrerebbe banale se non sentissi tutti i giorni parlare del "LAVORO" come di qualcosa che manca e che qualcuno dovrebbe tirare fuori da un cassetto dimenticato. La crisi è chiaramente di sistema. L'Europa perde competitività e quindi lavoro, nei confronti de paesi che "barano" pagando il lavoro 10 volte di meno con meno garanzie e limiti ambientali (leggi: costi). Il vecchio continente paga la sua miopia, l'Italia in più il provincialismo endemico.