Ribadisco il concetto: Ilaria Salis non straparla ma segue i dettami di una precisa ideologia.
La scelta degli italiani sarà di seguirla su quella strada o meno.
In una delle sue ultime uscite, al Parlamento Europeo, ha definito "parassiti" i proprietari di case che affittano e vivono di queste pigioni.
In un mondo comunista sarebbe in perfetta linea; in un paese, un mondo, capitalista non funziona
Non funziona perché l' economia reale ha bisogno di equilibri e meccanismi che non possono essere forzati dalle ideologie, pena gravi scompensi all'intero sistema. È quel che è accaduto alla Grecia che è arrivata al fallimento.
Partendo dal ragionamento della Salis possiamo fare delle ipotesi.
Lo Stato espropria l'intero intero blocco immobiliare italiano oggi dato oggi in locazione (fatto non solo da appartamenti ma anche da locali commerciali, magazzini, strutture industriali).
Il fisco perderebbe immediatamente tutte le quote degli affitti (poi degli IRPEF) e l'IMU. Quindi l'amministrazione statale si ritroverebbe ad avere enormi costi solo di manutenzione.
Chi dovrebbe pagare? Si perderebbero quote, molte, anche della eventuale tassa patrimoniale che si baserebbe sul patrimonio immobiliare che non sarebbe più nella disponibilità dei privati. Questi ultimi, espropriati, non avrebbero neppure capitali liquidi per farne fronte.
Ci sarebbe anche un problema per le aziende che negli immobili hanno fonti di guadagno per far quadrare i bilanci a fine anno.
Nella bellissima idea di regalare le case a tutti manca sempre l'elemento chiave: il pagatore.
In un sistema comunista il fallimento sarebbe rimandato forse di decenni, in un paese liberal-capitalista sarebbe questione di pochi anni.
Allora la scelta a breve sarà solo questa: vogliamo cercare di far funzionare la macchina nel miglior modo possibile o vogliamo chiudere bottega in tempi brevi?
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