Discorrendo con un professore progressista mi ha raccontato che per lui non esistono bocciature.
Ciascuno deve arrivare al proprio livello ed esprimere ciò che può; inutile tenerlo più anni in una stessa classe.
Questo in assoluto può essere vero però...
La nostra è e resta una società competitiva ed è necessario che i valori di ciascuno siano chiari.
Senza una selezione seria anche un venditore di bibite ignorante potrebbe diventare vice presidente del Consiglio.
Se non ci sono bocciature a scuola non ci dovrebbero essere neppure all'università ma
nn medico non vale l'altro e se i giudizi sulle capacità non li da la scuola li darà la vita; salvo raccomandazioni a discapito, letteralmente, della vita altrui.
I discorsi sul "pezzo di carta" e sul nozionismo li sento da una vita però una graduatoria va fatta.
Non è neppure giusto che un alunno al liceo ci arrivi senza neppure saper scrivere: come devono fare i professori a portare avanti e a far apprendere correttamente coloro che vogliono e sanno imparare da quelli che non sanno e non vogliono?
Si possono fare scuole diverse.
Oppure gli alunni si dividono e si classificano per fasce di merito e capacità.
Nella vita si può sempre recuperare ma deve essere necessario fare degli esami se poi le nostre capacità devono essere messe sul mercato e da quel che sappiamo fare dipende i destino degli altri.
Un ingegnere non può non saper fare i calcoli del cemento armato, altrimenti le case verrebbero giù come fiammiferi bruciati.
Insomma piaccia o non piaccia è necessario avere le competenze per stare al proprio posto e per questo è necessario studiare ed essere valutati e classificati.
Ciascuno deve arrivare al proprio livello ed esprimere ciò che può; inutile tenerlo più anni in una stessa classe.
Questo in assoluto può essere vero però...
La nostra è e resta una società competitiva ed è necessario che i valori di ciascuno siano chiari.
Senza una selezione seria anche un venditore di bibite ignorante potrebbe diventare vice presidente del Consiglio.
Se non ci sono bocciature a scuola non ci dovrebbero essere neppure all'università ma
nn medico non vale l'altro e se i giudizi sulle capacità non li da la scuola li darà la vita; salvo raccomandazioni a discapito, letteralmente, della vita altrui.
I discorsi sul "pezzo di carta" e sul nozionismo li sento da una vita però una graduatoria va fatta.
Non è neppure giusto che un alunno al liceo ci arrivi senza neppure saper scrivere: come devono fare i professori a portare avanti e a far apprendere correttamente coloro che vogliono e sanno imparare da quelli che non sanno e non vogliono?
Si possono fare scuole diverse.
Oppure gli alunni si dividono e si classificano per fasce di merito e capacità.
Nella vita si può sempre recuperare ma deve essere necessario fare degli esami se poi le nostre capacità devono essere messe sul mercato e da quel che sappiamo fare dipende i destino degli altri.
Un ingegnere non può non saper fare i calcoli del cemento armato, altrimenti le case verrebbero giù come fiammiferi bruciati.
Insomma piaccia o non piaccia è necessario avere le competenze per stare al proprio posto e per questo è necessario studiare ed essere valutati e classificati.
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