Discorrendo con un prete di grande spessore, fondatore di varie case famiglia e centri di recupero ho sentito un frase che risuona spesso di questi tempi: "bisogna dare a tutti una seconda possibilità"
Sono perfettamente d'accordo.
È giusto che sia data una seconda e anche una terza, poi basta.
Annotando sentenze e opinioni ho l'impressione che siano/mo tutti sempre innocenti. Non è mai colpa nostra ma di qualcun, qualcosa d'altro.
Stress del momento, presunte malattie mentali, costrizioni familiari: una scusa c'è sempre.
Compresi i casi di stretta attualità come
Impagnatiello, Turetta e la giovane che ha ucciso e sepolto due neonati.
Sembra che lo siano anche le Rom che di mestiere fanno le scippatrici sui mezzi pubblici: rubano per necessità, per la famiglia.
Quindi assolviamo tutti, tolleriamo i crimini e lasciamo che siano reiterati.
Sembrano paradossi ma sono stati ribaditi a gran voce dalla nuova eroina ora eurodeputata di sinistra Ilaria Salis: " Legalizziamo le occupazioni e aboliamo tutte le prigioni"
In questo ci sta un po' di anarchia, che sarebbe l'autogoverno naturale delle persone senza delle norme senza delle regole. Senza regole, vincono i più forti e i più furbi, per esempio: la mafia
A parte la Salis che vive in un mondo tutto suo e dei suoi amici, il pensiero di uno Stato senza prigioni è più diffuso di quanto sembri.
In linea di principio sarei concorde anche io. Si possono ampliare le pene alternative e aumentare gli arresti domiciliari con i braccialetti (senza contare i costi per i controlli). Ho letto però che neppure i braccialetti sarebbero efficacemente rieducativi.
Del resto è vero che le prigioni non portano grandi risultati. L'azione rieducativa di recupero è ridotta al lumicino anzi, i giovani sbandati vengono cooptati dalla malavita più importante e spesso tornano a delinquere.
La domanda spontanea sorge immediatamente: cosa fare?
Una soluzione potrebbe essere quella adottata nell'Unione Sovietica: GULAG.
Lavoro e rieducazione fino alla fine
Non è stato un bel esempio...
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