Milena Gabanelli ha iniziato a condurre Report. Non mi piacevano i suoi metodi: ho una teoria, cerco di dimostrarlo giocando con testimonianze e video ad hoc.
Però aveva dei limiti e non declinava troppo sul lato ideologico.
La mia impressione quando ho visto Ranucci alla conduzione è stata poco politicamente corretta: hanno messo un troglodita a condurre un programma importante ma delicato.
Non sbagliavo.
Ranucci ha portato all'estremo il metodo Gabanelli. Sempre più insinuazioni, sempre meno prove, sempre più tagli mirati e montaggi costruiti solo per seguire la tesi giornalistica.
I suoi fans urlano: almeno fa giornalismo d'inchiesta.
Vero ma, in ogni caso non puoi giocare sulle insinuazioni sulle teorie da provare su mezze inchieste tutte da terminare.
Non è un caso che Travaglio lo sostenga. Lui fa molto peggio: prende un atto d'accusa e lo considera sentenza passata in giudicato, costruendoci su articoli su articoli.
"Berlusconi mandate delle stragi siciliane" è stato il suo mantra per anni. Poi a distanza di 30 anni si scopre, giudizialmente, che Silvio nulla aveva a che fare con la mafia.
Ma Ranucci è grezzo, rude, manda giù carichi pensanti di "si dice"; "taluni pensano"; "sembrerebbe".
Così racconta notizie non confermate e smentite poi
Ai suoi fans non importa se sia vero o no: basta l'insinuazione.
Ora qualcosa s'è rotto. Lavitola non è un pezzo di pane ma uno classico faccendiere italiano di cui si ha traccia in ogni trama oscura della vita del nostro paese.
Ora sono degli altri le insinuazioni e lui si lamenta. Si lamenta della violazione del segreto d'ufficio. Si lamenta perché non vengono mandate in onda le repliche di Report: "si cancella la memoria". Poi sono tutte disponibili su RAI Play.
Ecco Ranucci potrebbe essere un cinghiale in un negozio di ceramiche: rompe tutto, esce e spera gli dicano bravo.
Commenti