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La scommessa persa in partenza dell'assessore Coni

 Poco tempo fa ho ascoltato con interesse le dichiarazioni  assessore
al traffico coni sul sulla circolazione e prossima ventura nel comune di Cagliari: una vera e propria dichiarazione di guerra alle auto.
Si possono comprendere chiaramente le esigenze di ridurre inquinamento e incentivare l’uso dei mezzi pubblici.
Purtroppo, però, ancora una volta, questa giunta e l’assessore in particolare, ha scelto l'ideologia all'intelligenza concreta della realtà.
Se per alcuni, l'auto, è comodo vizio di cui potrebbero fare a meno, per molti, in questa vita cittadina è un'esigenza vera. Sarebbe molto semplice comprenderlo prendendo in considerazione le spese ingenti che deve sostenere un automobilista; a partire dal costo sempre crescente della benzina, con cui si stanno ripagando i danni di terremoti dimenticati. Coni vuole però punirci ulteriormente, Incurante della realtà di Cagliari.
Concordo con il fatto che, il suo piano, costringerà i concittadini a cambiare abitudini. Non è certo che la città nel suo complesso ne abbia giovamento. Quando certe imposizioni arrivano per ideologia dall'alto, i cittadini, reagiscono da par loro. Come le tasse sui porti di del’Ex-presidente Soru, hanno fatto scappare tantissimi nei porti Corsi - che hanno anche ringraziato - . Cagliari, in questi anni, ha perso abitanti per via degli alti costi degli appartamenti. In una città blindata alle auto, libera solo per impiegati e radical-chic in bici, le fughe verso l'interland non saranno poche.
Solo lui può credere che si arrivi in città di sera con l'autobus e con la stessa si rincasi a notte fonda.
Solo lui può pensare che si possano accompagnare i figli a scuola e alle varie attività con la bici o con i mezzi pubblici.
Non capisce che fare una cosa semplice come la spesa settimanale in un supermarket è impossibile con la bici o con l’autobus?
Troppi limiti saranno poi deleteri a molte attività e non solo al commercio.
Una prova tangibile si è avuta con la recente prova speciale di Rally svoltasi nella via Roma a ridosso nel porto, ancora oggi arteria fondamentale.
Il traffico in città è impazzito. File interminabili si sono verificate in tutte le strade alternative ed oltre.
Tanti cagliaritani hanno partecipato all’evento ma la maggior parte ha continuato la propria attività e la normale vita quotidiana.

La città si è sviluppata su tanti colli e la bici ha fin troppi limiti.
Poco tempo fa, un amico, bici-fanatico, è venuto a trovarmi. Era inverno e la temperatura medio bassa per la città.
Quando l’ho visto sulla porta era paonazzo ed avevo il fiatone. Ha cercato di accampare delle scuse ma la verità stava nelle ripide salite inevitabili per giungere fino al mio cancello. Niente di strano ne eccezionale: la città è fatta così.
Non appena la temperatura sale, andare in ufficio in bici, diventa un’impresa che ha come risultato ampie sudate, ben poco adatte a qualunque lavoro relazionale.

Coni, dopo alcuni azzardi ben poco riusciti come le piste ciclabili in strade poco adatte e alcune rotatori ristrette per lo stesso motivo, quando completerà i suoi scempi, dovrà cambiare i suoi piani e forse città per sfuggire all’ira dei cagliaritani.

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