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Fini, Renzi e l'Italia bloccata

Sono ancora incazzato per i danni - da me ampiamente previsti - che Fini ha fatto alla destra, impedendole uno sviluppo ed una crescita sana da tutti i punti di vista.
Leggo che GianFranchino ha fatto "mea culpa" per aver compreso quanti danni ha fatto.
Un poco in ritardo e senza possibilità di recuperare -
IL FALLIMENTO DI UN UOMO POLITICO avviene quando non capisce il valore presente e futuro delle proprie azioni.
Fini ha realizzato questo e ne paga le conseguenze. Peccato che le paghi l'Italia intera oggi interamente nelle mani avide del PD.
Certo Silvietto non è esente da colpe, anzi. Poteva moderare e moderarsi ed invece ha pesantemente scantonato. I suoi tentativi di tornare in auge hanno poca speranza.

Siamo nelle mani di Renzi nella speranza (non abbiamo altro) che faccia qualcosa di buono e che gli lascino fare qualcosa; almeno i suoi compagni di partito.

L'Italia della vetero-sinistra, quella dei sogni che possono restare solo tali; dei volemose bene tutti in armonia; del società multietnica dove ci sono solo buoni mussulmani; dell'Italia sociale dove gli imprenditori non devono guadagnare; resiste, anzi preme e ricatta.
La Camusso delira. Sono stati sufficienti 10 minuti di discorso per capire che vive fuori dal tempo e che se fosse al governo lei falliremmo in tempi brevissimi.

Certo questo Renzi ogni tanto ne dice delle buone. Cose che pochi in Italia avevano il coraggio di dire:
"Chi ha la maggioranza, anche ne partito comanda"
"Si discute ma poi qualcuno deve decidere"
e in ultimo:
"Una manifestazione non può fermare il governo e l'Italia".

Queste cose fanno rabbia ai vari Civati e Fassina: "ma come non possiamo continuare a discutere all'infinito su tutto?"

Ho sempre odiato la DC per questo motivo: quattro manifestanti per strada e le leggi venivano cambiate. Come se quei pochi potessero decidere per tutti quelli che in strada non scendono e non scenderanno mai.
La Camusso ha portato in piazza le sue solite camionate di pensionati e studenti in gita; certo ci sono anche tanti lavoratori e disoccupati preoccupati: restano sempre una minoranza.
Minoranza in parlamento e alle elezioni.
Se fossimo in un regime comunista farebbe parte della nomenclatura e da strettissima minoranza, prenderebbe le decisioni. Siamo però in democrazia; che piaccia o no, si decide a maggioranza.





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