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Frescagnez

 Difficile in questi giorni non parlare di Chiara Ferragni

L'antitrust le ha contestato la strana beneficienza fatta con uova di Pasqua prima, panettoni poi.

Lei avrebbe promosso articoli che prevedevano di devolvere parte dei guadagni in beneficienza e intanto intascava dieci volte tanto.

Se ci sono gli estremi legali è giusto che paghi. Certo il danno di immagine e grosso, se si aggiunge il piantino da coccodrillo per scusarsi, la frittata (con uova e panettoni) è completa.

Tanti si stupiscono. Io no di certo. 

Lei fa quel tanti hanno sempre fatto e fa solo quello: il testimonial perenne.

Tanti non capiscono coma possa esistere lei con gli altri influencer, io li ho sempre visti.

Maschio Alfa, Capi dei gruppi, opinion leader (a questi molte pubblicità fanno riferimento), Attori, personaggi...

Il loro esempio ha sempre influenzato gli altri. Alcuni si facevano pagare (la pubblicità con il testimonial non è mai venuta meno) altri non ne avevano necessità.

Un periodo, un bel gruppo di scemi portava l'orologio sopra il polsino perché faceva così l'Avvocato.

La moda alla fine è fatta così: qualcuno propone, altri seguono.

A parte in ribelli, a certe mode non si può scampare. Anzi, oggi l'offerta è molto variegata e i marchi hanno perso la forza di uno tempo.

Prima, quando andavi a comprare una giacca, nel suo piccolo, ti veniva venduta perfettamente coerente con la moda anche se tu non capivi nulla: sagomata, larga, con due o tre bottoni. Salvo non andassi in una vecchia bottega, gli articoli erano coerenti con quelli proposti "dalla moda".

Per me che non lo sono mai stato - di moda - era indifferente.  Non capivo bene chi fosse "la moda" e come facessero tutti gli stilisti a proporre articoli simili.

Io ero fuorimoda, avevo sempre indosso solo tute da ginnastica oppure jeans e scarpe da ginnastica. Quando mi invitarono a una festa seria tirai fuori dall'armadio i pochi vestiti "eleganti". Mi presentai metà anni '80 con tanto di calzoni a zampa d'elefante, camicia e scarpe anni '70. Mi guardarono come un marziano; qualcuno mi prese finemente in giro e me la legai al dito. Semplicemente non capivo.

I vestiti li aveva comprati mia madre anni prima, li avevo usati pochissimo per me erano eleganti. Invece ero uno zimbello

Gli altri invece sapevano, sapevano che le camicie avevano spalline e sbuffi, così le giacche. io che alternavo studio e palestra ero totalmente all'oscuro.

In questo periodo ho provato a cercare dei jeans neri robusti, normali ma non esistono. Sono elasticizzati. scolorati, tagliati. Normali non si trovano.

Certo per i ragazzi era ed è un po' diverso. Tutti hanno le cose con i marchi, tagliate in un certo modo. Difficile arrivare a scuola con un paio di jeans non in linea con l'attualità.

Con le chat e i social la situazione è certo peggiorata. Magari appare nel gruppo dei tuoi amici una foto dove sei vestito "malissimo" (per la moda del momento) e commenti salaci si moltiplicano e si diffondono. Per i maschietti che, comunque, sono sempre alla ricerca di consensi femminili, il danno è grande. Grande anche per le femminucce che magari perdono prestigio nel gruppo.

Come fare a seguire la moda oggi? Ci sono i compagni, le riviste e... gli influencer.

Come si veste Ferragna? Benissimo: non sbaglio l'abbigliamento.

Ovviamente ci sono anche le bambine e bambini che perdono il senso delle cose.
Il diario scolastico di Ferragni costa una tombola e non ha nulla di veramente utile e così altre quisquilie.

Noi avevamo comunque il Diario Vitt (con i disegni di Jacovitti) o B.C. o Linus. 
Non averli era un "minus"

Ha molto senso? No, ma anche nel passato le cose andavano così. Si cercavano campioni, magari i nobili e poi i ricchi e tutti cercavano di imitarli.

Ferragna è stata bravissima a conquistarsi questo spazio. Altri l'hanno copiata e provano ancora (sono nati pure corsi per diventare Influencer).

Mi stupisce (poco, in realtà conoscendo la natura umana) che questi nuovi dispensatori di mode siano in realtà delle nullità che null'altro sanno fare e null'altro hanno fatto in vita loro.

Perché seguire i loro consigli allora?

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