Ho sentito in una intervista il segretario del PD dichiarare che, a lei, il mondo comunista non le appartiene anche per motivi generazionali.
Le credo, anche perché, con la sua famiglia molto agiata, gli operai del dopoguerra non l’avrebbero mai voluta e la “religione comunista “ l’avrebbe sputata come un seme d’oliva.
Oggi però ci sono tante similitudini con quell’Italia divisa i due fra DC e PCI.
Elly è una estremista, punta tutto sui diritti LGBT+ e la tassa patrimoniale. È alleata con AVS, ultimi eredi dell’idiozia toto-egualitaria condita con un po’ di verde. Purtroppo per lei a capo c’è anche un “duo comico” che non smette mai di allontanare le persone moderate che ragionano.
Ha anche tagliato fuori dalla dirigenza del PD chi cercava di affrancarsi dalle scelte estremiste.
Seduto questo non bastasse, cerca di tenere in piedi l’alleanza con il M5 stelle il quale vive ancora una sua contraddizione interna, fra la necessità di arrivare al potere e l’odio verso il PD, tanto da far dire al suo segretario-arrivista, Conte di non avere un'alleanza con Elly.
Questo porta tanti italiani, come negli anni 50-60, ad avere una sola alternativa: votare dall’altra parte. Forse non condividendo tutta la politica della destra - anche se il governo di Giorgia Meloni sembra tantissimo la buona vecchia “balena bianca” DC- ma non può ragionevolmente votare l’estremismo attuale del PD, fatto oggi solo di critiche e nessuna vera soluzione.
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