Quando i russi entrarono con i carri armati in Ungheria e poi in Cecoslovacchia, in Italia, non ci furono manifestazioni.
Non ci sono state neppure quando Putin ha invaso l'Ucraina, in tempi più recenti.
Un certo Rizzo, già comunista, ora ambiguo, disse che la Cina poteva invadere Taiwan perché molto vicina. Nessun riguardo alla volontà dei cittadini taiwanesi.
Nei giorni scorsi gli USA entrano in Venezuela e arrestano il dittatore, accusato di diversi crimini, e la sinistra scende in piazza.
Manifestazioni di una inutilità totale che lasciano indifferenti tutte le parti compresi gli italiani.
C'è da domandarsi perché, allora. Avrebbero manifestato ugualmente se al potere in Venezuela ci fosse stata una giunta militare? Un Pinochet, per esempio.
Manifestano contro il regime degli Ayatollah in Iran contestato che reprime e uccide i manifestanti?
Assolutamente NO.
Manifestano perché Maduro ha un marchio indelebile, nonostante tutte le sue malefatte: è comunista, quindi va difeso!
Il premio nobel per la pace Machado, leader dell'opposizione venezuelana, spiega che il paese è economicamente in ginocchio, preda di Iran, Putin e altri estremisti islamici.
Maduro però è comunista, non può avere torto neppure se ha raggiunto il potere con la prepotenza e senza il voto dei cittadini.
Il popolo di sinistra non sa, non vede, non legge, spesso non capisce ma ascolta solo la parola di chi urla slogan: Gli USA sono da sempre il nemico, i paesi comunisti sono amici. Tutto il resto non conta.
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