Giorgia Meloni fascista É una bella favoletta strumentale-politica. I fascisti ci sono ma restano una risibile minoranza. Nessuno vuole realmente una dittatura. Ciò che preoccupa invece è la sinistra che non prende mai le distanze dal Comunismo, come se fosse un pensiero politico possibile e alternativo, stessa cosa per le posizioni anarchiche. Del resto molti si sono schierati a difesa di Cospito e delle sue bombe.
Per tenere in piedi alleanze eterogenee, fingono - oppure no- di ignorare i disastri storici di ogni paese in cui sono stati messi in pratica i principi predicati da Marx. AVS è su queste posizioni, Ilaria Salis lo racconta ogni giorno senza mai citare la falce e il martello, così Landini.
Durante la manifestazione del 25/4 ho visto tante bandiere con la falce e martello. Ho sentito giovani ripetere slogan logori del ‘68 contro i “padroni” e “il capitale”.
Contestavano pure il PD e le sue alleanze.
Non capisco se sia ignoranza o incoscienza. Vedevo un po’ di insofferenza da parte degli organizzatori ma ho sentito anche frasi come “son ragazzi…”
Aver cannibalizzato la festa del 25 aprile, evidentemente, permette anche questo.
Ha permesso anche a una rappresentante CGIL di dire un sacco di scempiaggini senza contestazioni ne smentite:
“Segno di fascismo: le critiche al suo sindacato!!”; “Il governo censura i giornalisti” quando a La/ gli insulti a Giorgia Meloni a al governo iniziano alle 7:00 del mattino e finiscono a notte fonda, senza contare i tanti quotidiani schierati a sinistra.
“Col la riforma volevano far sottostare la magistratura alla politica” cantilena già sentita e falsissima; se perdesse le elezioni la destra si troverebbe contro maggioranza e magistratura. Saranno forse fessi ma non così tanto.
Nessuna obiezione a chi sventolava bandiere iraniane del Repubblica Islamica e neppure agli Amici di Cuba, convinti che la dittatura di Fidel sia stata una manna dal cielo e le colpe del disastro economico solo degli USA cattivi.
Si può essere comunisti perché c’è sempre quell’illusione che ci sia una strada, mai percorsa e mai vista, in cui il sistema non degeneri in dittatura o violenta oligarchia.
Lo statalismo non è mai morto e oggi ritorna in auge grazie a Elly Schlein. Non sono bastate le legnate di rifondazione a Prodi e al suo “Ulivo”.
Sembra sempre che il PD creda si poter “educare” tutti, alleati compresi.
Invece accade sempre il contrario. I moderati vengono travolti dai massimalisti e dagli estremisti.
Sembra si sentano in colpa per non essere mai “abbastanza di sinistra” qualunque cosa voglia significare.
In realtà significa essere COMUNISTI, totalmente. Egualitarismo all’estremo, punizione per chi non è allineato con una politica pauperistica che penalizza gli autonomi, gli imprenditori e l’iniziativa privata.
Una politica che non porta mai nulla di buono e mai l’ha portato nella storia.
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