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la presunzione di potenza

Napolitano cerca di rasserenare i suoi: "Con le nuove modifiche costituzionali non è in pericolo la democrazia"

Scalfari, l'uomo della "coerenza", cerca di rispondere, opponendosi a questo tentativo Renziano di  rendere attuale la Costituzione.

Modificare la costituzione è indispensabile.
I criteri che hanno guidato i padri costituenti sono stati pesantemente influenzati dal fascismo e dai danni che ha provocato; così a parte la separazione netta dei poteri
potere legislativopotere esecutivo e potere giudiziario 
tutto è stato frammentato quasi all'infinito nel timore che pochi potessero decidere per tutti come fece il duce; persino l'esistenza dei due corpi: carabinieri e polizia, è figlia di queste paure.
Il risultato si è visto in questi ultimi 70 anni: 
Governare l'Italia è impossibile o quasi. I Presidenti del Consiglio e i governi sono sempre stati vittime di ricatti politici da parte di partiti minori a volte "ribelli" solo per non morire.
Inoltre a tutti i livelli (tranne ne comuni con la nuova legge) nessuno decide mai. Si va avanti con discussioni infinite, spesso pretestuose, fallimentarmente ideologiche e non si giunge mai ad una conclusione.
Nei pochi casi invece la soluzione è il compromesso di spinte totalmente opposte generano pasticci completi

Così rischia d'accadere anche questa volta, semmai si dovesse arrivare ad una conclusione.

Scalfari è fra i romantici dei padri costituzionalisti; scordatosi del suo passato in camicia nera, resta fra i più forti conservatori di questa caotico Paese.

È anziano, certo non avrà più voglia di cambiare bandiera l'ennesima volta.

Ciò che mi ha più stupito però sono state altre parole rivolte all'ex-presidente della Repubblica.

Eugenio ha nostalgia e vuole condividere col big-Giorgio una sinistra liberale.

Forse dimentica il passato di entrambe: Lui, fascista, liberale, socialista, pseudo-comunista, sinistreggiante; l'atro, stalinista, comunista, e pentito-comunista.

Non capisco bene cosa dovrebbe accomunarli se non una forzosa adesione al PD che a ben vedere non rappresenta nessuno dei due.

Il problema è proprio questo: il PD rappresenta tutti ma non rappresenta nessuno.
Renzi vince, prima le elezioni e poi nel partito, ma non sembra di sinistra a molti. Poi ci sono tutte le sfumature di rosso fino a Civati che troppo "rosa" non voleva morire e si è dimesso.

Fra gli altri ci sono leggere divergenze che sembrerebbero piccole incrinature  ma, che a sinistra, da sempre,  sono "canion".

Scalfari quindi invoca "quella sinistra liberale" che ha in mente solo lui e pochi altri. Confusa nel brodo di particelle, le quali, pur nuotando nello stesso liquido si respingono decisamente.

Resta il suo giornale e la sua ambiguità. Si è collocato in un posto dove tutti vanno anche se vorrebbero essere da un'altra parte.
No Renzi, no D'Alema, no Civati. Ma allora "SI" a cosa?
Si al magnifico disegno di Eugenio... quello che conosce e condivide solo lui nella sua stanza!









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