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L'investigazione in Italia

 Qualcosa non va in Italia nei casi complessi di omicidio.

Seguendo le cronache i casi delittuosi nel nostro paese seguono alcune tipologie. Niente di strano rispetto ad altri paesi, salvo forse un'incidenza maggiore di femminicidi e omicidi di carattere passionale.

Ci sono le mafie che dilagano e sacche di delinquenza comune, spesso legata al traffico di stupefacenti.

Sono finiti gli anni dei delitti politici con ingerenze esterne e dei servizi segreti. Almeno sembrano limitatissimi.

I femminicidi nella maggior parte dei casi si risolvono in tempi brevi. 

Il caso più complesso degli ultimi tempi è capitato in provincia di Cagliari dove il marito, uccisa la moglie, ha tentato di nascondere le tracce in modo tale da attirare le attenzioni su di se. Bravi in questo caso, gli investigatori a insistere per recuperare tutte le tracce. Alla fine il colpevole ha confessato di fonte a troppe evidenze.

Però in questi giorni le notizie da Garlasco lasciano perplessi.

Si indaga su un nuovo soggetto mai preso in considerazione e di altri elementi che il programma "Le Iene" ha scoperto.

La colpevolezza di Stasi, condannato e in prigione, viene messa in dubbio. Dai discorsi nel servizio si parla di negligenza e qualcuno di "volontà".

Sono passati 18 anni e se c'è un assassino a piede libero e un innocente dentro è molto grave. 

I casi controversi sono tanti ma si ha l'impressione che di fronte a qualche difficoltà gli inquirenti si perdano fra problemi tecnici e sottigliezze giuridiche.

L'altro caso clamoroso è quello di Perugia. L'omicidio di 

Meredith Kercher

Se lo si guarda da fuori con Amanda Knox e Raffaele Sollecito sembrano non avere scampo. Lei confessa e le tracce del delitto sono in un coltello a casa di Sollecito. Le descrizioni di Amanda sono tali che solo chi era presente poteva sapere. Aveva confuso - volontariamente o meno -  l'identità del ragazzo di colore presente la sera nella casa. Alla fine è stato condannato solo Rudy Guede che racconta un sua verità smentita dai fatti. Tra le altre cose ha anche ammesso d'aver visto Sollecito e Amanda nella casa.

Sentendo parlare il giudice Mignini e alcune note del processo l'assoluzione di Amanda e Raffaele è arrivata per imperizia tecnica e un errore sui tempi di alcuni esami.

Insomma la colpa è di chi ha indagato

Questo è accaduto anche tante altre volte. Ora con prevalenza di elementi tecnici, tecnologici delle indagini è necessario un pool di esperti unico e di alto/altissimo livello.

Perché allora non iniziare a ripensare al ruolo delle varie armi  - Carabinieri e Polizia - che troppo spesso si sovrappongono per non dire che si ostacolano?

Perché non dare ai Carabinieri un ruolo nazionale, federale direbbero negli USA, lasciando alla Polizia altri compiti più legati al territorio? Oppure viceversa, vista la maggiore capillarità delle caserme CC.

Perché non creare un organo di indagine superiore unico, un ufficio tecnico nazionale sempre aggiornato tecnicamente, con alcune eccellenze investigative per i delitti più complessi?

A volte pare che siano proprio lotte fra procure a rendere complesse e dubbie le indagini come nel caso p.e. del mostro di Firenze e anche a questo potrebbe porsi rimedio.

Insomma, in Italia ci sono certamente persone molto capaci e in gamba mentre in altre situazioni potrebbero non esserci professionalità a livello. 

Poi, nonostante le oggettive lungaggini, pare che ci sia sempre troppa fretta di chiudere e trovare un colpevole, cosa che non va d'accordo con la verità.

Se realmente il delitto di Garlasco è stato questo clamoroso fiasco è proprio il caso di discutere seriamente della giustizia in Italia 

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