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Trump e Putin -sopratutto il primo - sparigliano le carte

 Trump non vuole più pagare. 

La NATO costa e l'Europa deve pagare da se le spese per la sua difesa.

Ursula chiama al riarmo i paesi dell'Unione Europea.

Subito alzata di scudi dei soliti miopi pacifisti. La sinistra però si spacca. Elly alza la bandiera arcobaleno, il padre (ing)nobile della sinistra, Prodi dice che il riarmo è necessario.

Per me, di fronte a un pazzo come Putin, sarebbe meglio tutelarsi e almeno avere un deterrente. Niente di strano poi che Trump voglia uscire definitivamente dalla NATO. Quindi saremo soli e indifesi

La mia opinione su Putin è che sia un nostalgico del'Unione Sovietica. Rivorrebbe tutti i paesi che si sono staccati. Non potendo inglobarli, gioca sporco, forse sporchissimo, cercando di imporre presidenti a lui favorevoliCi prova anche in Romania che un domani potrebbe lasciare la NATO. Non credo voglia divorare altro.

La guerra in Ucraina, del resto, è nata proprio dopo che è stato cacciato un presidente filo-russo e ne è stato eletto uno non gradito allo Zar di Mosca, il resto è corollario.

Ecco la spaccatura anche a destra dove alcuni simpatizzanti minimizzano sulle azioni putiniane dando ragione a Trump (che in realtà vuole solo smarcarsi dalla guerra e le spese) sulle responsabilità di Zelensky.

A sinistra ci sono spaccature più profonde. Gli idioti grillo-contini che avrebbero lasciato l'Ucraina schiava di Putin e ora sono contro Trump ma a favore perché non vogliono dare armi, Contro l'Unione Europea per i riarmo ma a favore, perché accusano Giorgia Meloni di essere "trumpiana". 

Il PD di Elly difende Zelensky, va contro Trump (fascista!) ma non vuole riarmarsi. Vede fascisti in ogni luogo e fra un po' ne troverà anche all'interno del partito.

Un be casino, difficile anche da comprendere.

Certo sarebbe meglio un bell' Esercito Europeo con i riservisti nelle varie nazioni. Un esercito di professionisti con armi e mezzi moderni. Certo sono spese ma renderebbe l'Europa più solida e forte.

Trump dovrebbe ricredersi in tempi relativamente brevi. La sua politica dei dazi sta già creando gravi problemi in borsa e i malumori economici fanno in fretta a diffondersi e a trasformarsi in proteste.

Non tanto le proteste di piazza quanto quelle dei maggiorenti che vedranno presto spettri di crisi.

I dazi dovrebbero far felici i No-Global (anche se oramai sono spariti) e i Grillini che odiano questi trasferimenti, inutili secondo loro, di materi e beni.

Bisogna però tener conto di due fattori importanti.

1) Il mondo economico è globalmente interconnesso. Se fai danni da una parte ne avrai anche in casa.

2) Per questi legami delicati ogni scossone ha spesso il significato di grave crisi e quindi nuova povertà

Però ci faremo il pane in casa...


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