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Non decade mai

 A seguito dei controlli sui candidati delle elezioni Regionali Sarde 2024, la giunta per le elezioni e la Corte d'Appello di Cagliari hanno trovato gravi irregolarità nelle procedure della eletta Presidente Todde.

Strappava gli occhi il non aver nominato il Mandatario Elettorale.

La Corte sanciva per l'esponente grillina anche una multa di 40.000 euro.

Fin dall'inizio, avendo seguito diverse elezioni e fatto anche Mandatario, con tutte le responsabilità che comporta, mi è stato chiarissimo che si dovesse dimettere.

Però c'è una legge e poi la legge secondo il M5S, la prima per loro non vale. La coerenza infatti nel movimento che fu di Babbo Grillo non è contemplata.

Così come la democrazia diretta vale solo nei casi previsti da loro, visto che la giunta regionale si è ben guardata dal tener conto delle 120.000 firme dei sardi che chiedevano una precisa legge per la tutela del paesaggio rispetto alle speculazioni sulle energie rinnovabili.

Alessandra Todde ha fatto ricorso. Avevo un bello stuolo di avvocati noti nel foro di Cagliari, tutti di fede sinistrorsa, compreso l'attuale Avv. Maciotta ora assessore allo sport nel Comune del capoluogo.

Ho assistito personalmente alle 2 udienze. Nonostante l'ottimismo e la bravura dei legali il ricorso è stato dichiarato inammissibile per le "Gravi Violazioni".

Alla sinistra non bastava il ricorso. In questi mesi infatti giravano maldicenze sul giudice della Corte d'Appello che sarebbe andato contro il risultato favorevole alla sinistra per una sua parentela con un esponente di destra. Considerato in Sardegna siamo pochi e che tutti abbiamo dei parenti di destra, ma anche di sinistra, si trattava di una manovra sporca atta, soltanto a influenzare giudici e opinione pubblica.

Davanti ai giudici i legali hanno sciorinato di tutto, problemi di democrazia, d'ordine pubblico, d'interpretazione delle leggi. 

A me pareva di sentire solo rumore di unghie sugli specchi. Le violazioni delle leggi e dei regolamenti ci sono tutte.

Trovavo anche strano che un giudice creasse un pericoloso precedente per cui la volontà degli elettori possa essere superiore alla legge esistente.

Sarebbe stata l'autorizzazione per tutti a fregarsene delle leggi. Se è vero che tanti sardi (solo 2000, forse meno, in più della parte avversa) hanno votato per lei, perché dovrebbero valere meno di, poniamo 7000 (del più votato) di un altro candidato avverso? Sarebbe come se gli elettori dessero una carta bianca superiore alla legge a tutti gli eletti, di qualunque grado.

Ora il Consiglio Regionale Sardo DEVE dare atto della decadenza della Todde. Gli atti compiuti dal Consiglio e dalla Giunta non sono validi e così anche gli stipendi vanno restituiti.

Alessandra, eroica, vuole resistere e fare ricorso ma rischia un bagno completo con la paralisi del Consiglio e della Giunta fino alla sentenza definitiva.

Se trovasse una persona seria al suo fianco riceverebbe il consiglio di dimettersi e di chiedere nuovamente la fiducia dei Sardi. 

Potrebbe anche capitare che il Centrodestra, impenitente, sbagli ancora candidato, allora, con tutte le procedure a posto, Alessandra riprenderebbe quello scranno che le piace tanto.

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