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Uno strano pulpito

 Geppi Cucciari annuncia il Ministro della cultura con ironia e quasi con un insulto. Elio Germano rincara la dose.

Se Geppi che prosegue con la sua ironia un po' dissacrante  - sempre orientata, per carità - ci può stare, Elio Germano invece è meno giustificabile.

Ho assistito in passato personalmente ad alcune suoi interventi, è chiaramente molto orientato a sinistra, tendenzialmente estrema. Come tanti altri lo lascia trasparire ma non lo dichiara a gran voce.

La mia critica invece riguarda l'intero comparto cinematografico italiano.

Come altre branche della cultura è stato egemonizzato dalla sinistra che ne ha fatto suo feudo quasi esclusivo.

Ministri di sinistra hanno regalato milioni a registi amici per realizzare film che nessuno ha visto e che a malapena sono finiti nelle sale. A detta di alcuni sono opere di basso o bassissimo valore.

Come sempre hanno tentato e forse sono riusciti di escludere tutti i diversamente pensanti. Basta notare che non appena ha successo qualcuno non di sinistra, che sia attore, cantante o scrittore - come nel caso di Susanna Tamaro - ma ante tantissimi altri   - si scatenino ironie e ostruzionismi. È probabile che sia il teorema "cultura" un po' fine a se stessa a fare i danni. L'arte per l'arte anche se non piace a nessuno ma solo a certi critici.

È stato l'orientamento politico a orientare la scelta dei temi dei registi e degli artisti. Proprio come avveniva nell'Unione Sovietica.

Nessun riguardo al mercato al gradimento del pubblico paradossalmente visto quasi come un insulto.

Allora i soldi pubblici, i pochi che alimentano l'industri cinematografica nazionale, finiscono in opere insulse.

Però per Elio e i suoi amici la colpa è del governo di Destra in carica da pochi anni. Nessuna responsabilità del dominio politico e culturale della parte politica a cui appartiene.

Così certi critici - anche fra i giornalisti domina una certa ideologia - provano a dare un senso a opere scadenti. 

Il portale Film TV sembra la cartina di tornasole di tutto questo. Quando l'opera è orientata a sinistra merita sempre mezzo voto in più. Quando parla di operai e migranti:un voto intero. così se l'argomento riguarda gli LGBT.

Ozpetec convinto forse che siamo tutti omosessuali, merita sempre un 7, anche quando il film fa cagare e continua senza soluzione di continuità sui soliti argomenti stereotipati.

Di cosa di lamenta Elio? Che non si producano più opere inutili? Che si sia rotta la boccia di cristallo dove vivevano lui e gli altri ammorbati dai soldi pubblici?

Per me il rilancio parte dal mercato vero, quello che oggi funziona meglio legato alle nuove tecnologie. 

Se sono le Serie TV a funzionare si finanzino quelle e si richieda un giudizio preventivo da vero produttore e almeno un minimo ritorno economico.

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