La riforma oggetto del referendum di domani è indispensabile. Non si può pensare d'avere una categoria, qualunque essa sia, priva di responsabilità e anche una magistratura dominata dalle correnti e quindi dalla politica.
È stata la sinistra a sdoganare la politica per i magistrati, sobri fino a un certo punto della nostra storia.
Oggi imperversano in ogni tv e fanno campagne pubblicitarie come un partito qualunque.
Curiosamente questi tutti i giudici discussi e discutibili si sono poi candidati nelle file della sinistra.
Lo stesso accade per i giornalisti. Sono quelli RAI in primi luogo, quelli che dalla TV di Stato dovrebbero essere i più equilibrati e obiettivi, perché pagati dal canone.
Invece anche alla RAI, a un certo punto, hanno deciso di aprire alla partigianeria nascosta, negata dalla sinistra ma evidente ai più.
I nomi si conoscono
Santoro - il precursore - Floris, Annunziata, Mineo, Ruotolo, Gruber, Berlinguer e altri.
Molti sono finiti in Parlamento, tutti dalla stessa parte.
Prima Milena Gabanelli, con le sue inchieste orientate, pilotate da una teoria, ma anche furbette.
Oggi Ranucci, un orso rude che non nasconde niente e non si vergogna. Non si vergogna di fare inchieste su "dicono", "probabilmente", "sembrerebbe", e nemmeno di mostrare la sua tessera politica.
La7 - a cui manca solo la falce e martello nel simbolo - può mandare in onda i programmi con l'orientamento che crede più opportuno - guarda caso con molti dei nomi sopra citati. La RAI invece NO, non può esprimere il pensiero netto e fazioso di un giornalista o una parte politica senza dichiararlo facendo credere che sia obiettività.
È molto difficile ormai rompere il connubio RAI-politica. Lo farà la crescente perdita di importanza e di ascolti della TV.
Fino al momento "X" in cui gli ascoltatori saranno solo un manipolo, però, sarebbe il caso che i nostri soldi fossero gestiti quanto più possibile in modo neutro e obiettivo.
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