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La moto e l'oggetto

Qualcuno ha definito le moto "giocattoli per grandi"
È difficile negare del tutto questa affermazione.
Per molti del 2 ruote sono un mezzo aggiunto all'auto puramente ludico.
Le case per questo si sbizzarriscono e oggi il ventaglio d'offerta è vastissimo.
Case come la Kawasaki modelli che quasi si sovrappongono differenziati solo sfumature.
Diventa prioritario lo status dato dal l'oggetto posseduto; del resto è difficile capire come si possano usare sulle strade modelli da 210cv.
La Triumph sta seguendo una strada differente, quella nostalgica.
La bellezza delle sue moto e confortata da finiture mai viste nelle moto prese a modello.
Ho votato per il suo valore estetico questa bobber:
Certi particolari sono da special.
Oggi appare un'altra meraviglia:
Fascino eleganza e nostalgia sono al top.
Dalle prove comparative, apparse ultimamente nelle riviste di settore, si comprende che si è dato prevalenza all'oggetto in se e meno alla sua funzionalità.
I motori sono belli e affidabili ma telaio e sospensioni sono votati ad una guida moderna.
La NineT BMW, con qualche limite, ha seguito una via differente e risponde positivamente a qualche prurito sportivo.
Del resto nessuno mi pare abbia ancora quadrato completamente il cerchio.
Anche le modernissime 3 cilindri Yamaha hanno sospensioni un po' troppo morbide.
Difficile capire seduti sul divano quanto le opinioni di piloti esperti come i tester giudichino certe prestazioni delle moto. La maggioranza dei motociclisti non sa, non può e non deve portare al limite la moto.
Bisogna allora intuire dalle sfumature degli aggettivi; bisogna interrogarsi per intero sul vero uso che ne faremo della moto. 
Per una passeggiatina in costa e lunghe ore di parcheggio davanti ai bar, vanno bene quasi tutte.


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