Quando Alitalia mostrò la sua prima crisi profonda rischiando di finire in mani francesi (che non volevano la società ma solo le rotte) sentii una frase di una dipendente in sciopero: "non mi importa se fallisce se non mi dà quello che mi spetta e che ho sempre avuto".
Una strana affermazione (confermata nei fatti da molti dipendenti) se si pensa che tutti i suoi colleghi sarebbero andati a casa senza stipendio per mesi, forse anni o ancora peggio.
L'Alitalia compagnia di bandiera pubblica o semi, ha caricato negli anni vagoni di raccomandati, come in ogni ente pubblico o soc. partecipate dallo stato, dai politici di turno.
I dirigenti, nominati politicamente e poco responsabili di soldi non loro, hanno fatto i pesci in barile lasciando che la situazione degenerasse.
La compagnia di bandiera si era ritrovata con un numero eccessivo di personale, strapagato e straviziato, rispetto a tutte le compagnie, senza più la capacità di tappare le falle - chiuse sempre dallo Stato (ecco come è nato il famoso debito pubblico) negli anni precedenti -
I privati che acquistarono l'Alitalia dopo tante proteste, riassunsero quasi tutto il personale per stemperare le proteste.
Non so se hanno mantenuto i privilegi principeschi per i piloti, allora i più pagati del mondo. Non mi pare che in questi anni sia stata troppo dinamica e intenzionata a modificare il modo di stare ne mercato in modo deciso.
Oggi la società è di nuovo in gravissima crisi. Le Poste Italiane (altra soc. a partecipazione statale) butta nel cesso 60/70 milioni di questa società super-decotta.
Era chiaro fin da principio che non sarebbe stato possibile resistere con quella struttura societari e con quel carico di personale nel mondo del trasporto aereo in fortissima evoluzione; dove Ryanair ti misura anche il pene pur di farti pagare il biglietto intero invece di quello superscontato.
Colaninno non voleva rogne ma un posto in parlamento per il figlio. Così si è andati avanti senza scossoni sociali ma con una macchina imballata e ben poco economica.
L'imprenditore nato improvvisamente da una costola di D'Alema s'è defilato prima del disastro, per dedicarsi alle moto Guzzi, Piaggio e Aprilia.
Oggi l'Alitalia mi da l'idea un dinosauro lento ed enorme che dovrebbe essere estinto da tempo.
Letta, da bravo Social-Comunista la salva ancora una volta. Pare che questa nuova iniezione di denaro (enorme per la crisi complessiva attuale) sarà sufficiente solo per 6 mesi.
Poi la signora, di cui sopra, se non è già in pensione, sarà accontentata almeno per la prima parte.
Una strana affermazione (confermata nei fatti da molti dipendenti) se si pensa che tutti i suoi colleghi sarebbero andati a casa senza stipendio per mesi, forse anni o ancora peggio.
L'Alitalia compagnia di bandiera pubblica o semi, ha caricato negli anni vagoni di raccomandati, come in ogni ente pubblico o soc. partecipate dallo stato, dai politici di turno.
I dirigenti, nominati politicamente e poco responsabili di soldi non loro, hanno fatto i pesci in barile lasciando che la situazione degenerasse.
La compagnia di bandiera si era ritrovata con un numero eccessivo di personale, strapagato e straviziato, rispetto a tutte le compagnie, senza più la capacità di tappare le falle - chiuse sempre dallo Stato (ecco come è nato il famoso debito pubblico) negli anni precedenti -
I privati che acquistarono l'Alitalia dopo tante proteste, riassunsero quasi tutto il personale per stemperare le proteste.
Non so se hanno mantenuto i privilegi principeschi per i piloti, allora i più pagati del mondo. Non mi pare che in questi anni sia stata troppo dinamica e intenzionata a modificare il modo di stare ne mercato in modo deciso.
Oggi la società è di nuovo in gravissima crisi. Le Poste Italiane (altra soc. a partecipazione statale) butta nel cesso 60/70 milioni di questa società super-decotta.
Era chiaro fin da principio che non sarebbe stato possibile resistere con quella struttura societari e con quel carico di personale nel mondo del trasporto aereo in fortissima evoluzione; dove Ryanair ti misura anche il pene pur di farti pagare il biglietto intero invece di quello superscontato.
Colaninno non voleva rogne ma un posto in parlamento per il figlio. Così si è andati avanti senza scossoni sociali ma con una macchina imballata e ben poco economica.
L'imprenditore nato improvvisamente da una costola di D'Alema s'è defilato prima del disastro, per dedicarsi alle moto Guzzi, Piaggio e Aprilia.
Oggi l'Alitalia mi da l'idea un dinosauro lento ed enorme che dovrebbe essere estinto da tempo.
Letta, da bravo Social-Comunista la salva ancora una volta. Pare che questa nuova iniezione di denaro (enorme per la crisi complessiva attuale) sarà sufficiente solo per 6 mesi.
Poi la signora, di cui sopra, se non è già in pensione, sarà accontentata almeno per la prima parte.
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