La Nazionale perde 3 a 0 con la Norvegia.
Dopo aver perso 2 qualificazioni al Mondiale e dopo un momento di apparente ripresa, si torna sulla terra.
Nel precedente periodo abbiamo anche vinto un Campionato Europeo.
Quest'ultima vittoria è stata una fiammata spentasi in fretta. Quasi nessuno ricorda i giocatori titolari. Unico Donnarumma, portiere di livello mondiale fra i migliori al mondo.
Scrivo da dilettante ma esperto di sport e attento agli ambienti sportivi.
Per me la responsabilità è tutta della gestione del vivaio. È incredibile che il Italia nello sport più praticato, da anni non vengano fuori talenti di qualità. Tanti bravi giocatori ma bel poche eccellenze.
Non può essere solo colpa di un allenatore
Ancora ai tempi del mondiale 2006 restava in panchina spesso Francesco Totti. Restava fuori per motivi anche tattici il titolare si chiamava Del Piero e non era l'ultimo arrivato.
La nazionale di oggi vive del collettivo quando l'allenatore è capace di crearlo come ha fatto Mancini nell'Europeo vinto.
Guardando altri sport come la pallavolo (non siamo una nazione di giganti) ai vertici, nel maschile e nel femminile, ci si può accorgere come gli allenamenti e le selezioni siano molto più scientifiche.
In Sardegna si accusano le società di non mettere nelle giovanili allenatori all'altezza al contrario di altre realtà italiane dove questo e fondamentale.
Insegnare le basi insieme a tanto altro come il comportamento e la vita di squadra è un fatto fondamentare che devono svolgere i primi allenatori specializzati.
Altro aspetto fondamentale è il divertimento per tutti compresi quelli che non sembrano e non solo talenti.
Sono comunque parte integrante nell'ambiente, sapranno dare il loro nel livello di categoria in cui saranno i grado di giocare e resteranno appassionati allenatori e dirigenti di domani.
In più alcuni matureranno più lentamente e magari supereranno quelli che appaiono a prima vista più talentuosi.
Nel calcio pare questo non avvenga. Solo le sezioni fisiche hanno fatto dei grossi passi in avanti mentre l'insegnamento tecnico è ancora al palo. Poi c'è l'ansia del campione, fra il timore di farselo sfuggire e l'idea di ricavarne qualcosa.
Allora capita che si trascurino gli altri, si dimentichi che il calcio è un gioco e nasce per divertirsi e divertire gli altri.
Certo la mancanza di spazi per gli italiani nelle grosse squadre ha la sua importanza ma non è l'unico disastro. Bisogna riformare bene il settore giovanile. Dovrebbe essere il compito della FIGC perché il disamore per la nazionale potrebbe diventare cronico qualora non arrivassero più risultati.
Oggi sembriamo una nazionale minore, con poche ambizioni e possibilità. Intanto gli italiani non mollano le loro squadre di club e le partite importanti in TV.
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