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L'onestà intellettuale: optional

I giornalisti dell'Unione Sarda entrano in sciopero.
Uno sciopero assurdo causato da 5 giorni di sospensione (minimo della pena) affibbiati ad un giornalista che si sarebbe toccato "gli amuleti" al passaggio di una collega.
Sembrerebbe quasi una divisione della redazione ma il voto è stato quasi all'unanimità.
Inutile dire che, in questo periodo di crisi, danneggiare stupidamente la propria azienda non è il massimo.
Un noto blogger e conduttore radiofonico ha colto l'occasione per buttare l'onestà intellettuale nel cesso (un qualcosa che gli capita spesso): è riuscito a dare la colpa dello sciopero all'editore, accusandolo di gettare discredito sulla carta stampata, sempre più in crisi in sardegna.
Chi può pensare che un editore possa IMPEDIRE uno sciopero di giornalisti, per quanto idiota, per essere tacciato poi di dispotismo (magari dallo stesso V.B.)?
Dimentica che l'Editore dallo sciopero e da una simile beffa ne ha solo danni?

Possiamo dire così: il  su menzionato blogger è un giornalista; giornalisti sono anche coloro che hanno deciso quello sciopero.


P.S.
Consiglio di leggere anche i commenti al post. Mentre uno dice la verità, troviamo anche chi taccia di "fascismo" il giornale per non essere allineato alla sinistra (come da tradizione); auspica che venga comprato presto da qualcuno (magari Soru che sta facendo "tanto bene" all'Unità). Nessuno dei lacchè di V.B. si rende conto delle contraddizioni.

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