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Scattone in cattedra

L'assassino di Marta Russo esce dal carcere e va ad insegnare psicologia con una cattedra regolarmente attribuitagli.

Le polemiche si sono scatenate subito.
La questione è spinosa.

Dopo che uno sconta il carcere dovrebbe considerarsi "recuperato" e cittadino come tutti gli altri.

Certo qualche dubbio resta e il problema del lavoro di coloro che escono dal carcere non è certo una novità ma un problema sommerso di difficile soluzione.
È mia convinzione che ogni caso vada considerato a se e che i giudici debbano farsi carico anche di questi oneri.
Esistono già associazione per il reinserimento ma dovrebbero essere potenziate.

Nel caso di Scattone, ma anche altri, il problema riguarda il tipo di professione che si va a svolgere in relazione al crimine.
È difficile essere nei panni di un genitore che ha, per esempio, per il proprio figlio, come maestro d'asilo, una persona condannata per pedofilia.
Allo stesso è difficile vedere nei panni di professore di psicologia una persona che ha compiuto un assassino, studiato a freddo e realizzato come se fosse una "caso di studio".

Scattone ha rinunciato all'insegnamento; in un certo senso mi spiace; oggi è difficile vivere e sopravvivere.

Spero trovi la sua strada.


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