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La matrice di una cultura pericolosa

All'apparenza sembra che tutto vada per un certo binario.
Il fatto che la destra sia sconfitta ed in gravi difficoltà genera un sorta di apparente generosità della sinistra.
Ora non servono più quegli attacchi acidi e senza soluzione di continuità al berlusconismo maligno, bastano quattro battute, scontate, a Salvini ed ai suoi recenti compagni di manifestazione di Casa Pound.
Poi non si affondano i denti. Salvini è troppo estremista per essere una vera minaccia al regno consolidato del PD.

Poi si sa, in Italia salgono tutti sul carro del vincitore, quindi non è necessario azzannare anche i comprimari destrorsi, molti dei quali, oggi, si nascondono.

Si nascondono perché per certi versi si è tornati agli anni 70.

Prima era solo violenza da parte della sinistra (e acquiescenza a questa da parte del centro) ora c'è dominio su tutti i fronti.

Mi sono reso conto che nulla è veramente cambiato ascoltando la rubrica degli anniversari su RAI storia.
Un primo riguardava l'anniversario della nascita di Claretta Petacci, amante di Mussolini.
Prima sono stati definiti "innocenti" dei partigiani in armi; poi si è completamente sorvolato sulle ultime rivelazioni sulla morte di Claretta e Benito.
Anzi ci si domandava perché fosse stata uccisa anche lei -realmente innocente-  insieme al dittatore.
La storia, nascosta per vergogna  e timore dagli abitanti di Giulino di Mezzegra, rivelata solo di recente, non corrisponde per nulla alla versione ufficiale.
Sia Mussolini che la Petacci furono torturati  prima di una apparente fucilazione. Claretta fu violentata e seviziata dal branco dei "buoni e democratici" partigiani. Poi gli spararono, forse da morta impalata, con bastoni e altro.
RAI storia ha "P-Democraticamente" sorvolato...
L'altro anniversario riguardava l'uccisione di Miki Mantakas un attivista greco del Fronte Universitario d'Azione Nazionale, nel giorno del processo del rogo di Primavalle in cui morirono i figli - uno era un bambino- di un certo Mattei segretario della sezione locale del MSI.
RAI storia ha solo ricordato la morte dell'uno e degli altri, raccontandoci quanta tensione politica ci fosse in quel periodo.
Nessuno accenno ai responsabili di quel delitto; forse perché allora "uccidere un fascista non era reato" come era scritto su certi muri di Roma e non solo.
Eppure un certo Lollo confessò d'aver appiccato il fuco alla casa di Mattei insieme a Clavo e Grillo.  Furono tutti condannati.
Anche per Mantakas ci fu un colpevole: tale Lojacono. Fu protetto da familiari e conniventi scampò il processo. Riuscì però a fare 9 anni di carcere per altri omicidi. Un tipettino tranquillo...
Rai Storia non solo ha taciuto tutto ciò ma ha pure scordato di raccontare (ma è un peccato più leggero) la storia di Dario Fo e Franca Rame - con tanta solita intellighenzia di sinistra- che cercarono in tutti i modi (compresi i soliti manifesti firmati e spettacoli vari) di salvare gli assassini. Insieme a "Potere Operaio" sostenevano la tesi di una faida interna al Movimento Sociale.
Peccato che Lollo gli abbia smentiti in pieno, confessando.

Ecco il nostro paese è ancora fermo lì: alla RAI che nasconde e a tanti libri di storia che coccolano Stalin e dimenticano la strage delle Foibe...

Renzi può e deve fare ancora tanto; se vuole. Le bugie storiche non servono a nessuno.










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