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Matti in libertà, quale alternativa al carcere?

 "Troppi detenuti con problemi psichiatrici", questo ha denunciato il deputato PD sardo Meloni dopo alcune visite negli istituti di pena.

Sono convinto da tempo che le carceri non siano funzionali al loro scopo.

Difficilmente redimono mai rieducano. Lo stesso atto di chiudere in uno stesso luogo delinquenti non fa che peggiorare la loro situazione.

Qualcuno capisce e prova a tornare sulla strada giusta, altri, sia per la disperazione, sia per le cattive influenze, la considerano quasi una vacanza e tornano a delinquere. Raramente ho sentito nelle testimonianze ai processi, mafiosi, dolersi troppo per la vita carceraria.

Un deputato del PD, mi pare si chiamasse Bianco, lanciò una campagna per abolire le carceri.

Non è neppure un luogo adatto a persone instabili con problemi psichiatrici. Alle volte è difficile cogliere le differenze anche per gli esperti, dopo certi crimini.

Tempo fa un governo introdusse pene alternative per diversi reati ma nessuno andò mai avanti.

Vennero fuori braccialetti e cavigliere elettroniche per pene domiciliari ma si dimostrarono inefficaci.

La domanda che viene subito spontanea è: quale può essere l'alternativa?

Come si può evitare che un marito violento in libertà condizionata non torni a colpire la moglie che lo ha denunziato.

Come evitare che un malato di mente, o con disturbi, non ripeta crimini violenti - magari un omicidio - fuori dal carcere.

Oggi il Trattamento Sanitario Obbligatorio ha vita bravissima, viene comminato dal giudice e solo in rari casi dura più di qualche giorno.

Rieducare tutti i detenuti, ovvero creare degli istituti complessi dove operatori sanitari, psicologi ecc lavorino per l'enorme massa degli internati ha costi altissimi.

Le carceri italiane sono strapiene, "liberi tutti" ancora una volta non mi pare la soluzione migliore.

Chi è bravo trovi alternative concrete

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