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Avvocati in sciopero

Gli avvocati scioperano.
Gli ultimi due governi vogliono togliere loro lavoro lasciando nelle mani dei cittadini la possibilità di agire in giudizio da soli in diverse maniere, autonomamente.
La ratio di questi interventi è quella di rendere la giustizia più veloce.
Questa velocità andrà a discapito dei diritti e delle tutele previste per i cittadini.
Ci sono procedure nuove anche per i tribunale per i minori.
Ci saranno più responsabilità di giudizio per gli assistenti sociali, i quali, in misura ancora maggiore rispetto al passato, potranno mettere il naso e giudicare delle nostre vite e dell'educazione che diamo ai nostri figli.
Forse bisogna ripensarci.
Se mi viene la pelle d'oca dopo tante sentenze della Corte Costituzionale che oramai si sostituisce al legislatore al pari della Corte di Cassazione così mi tremano le gambe al pensiero che possa trovarmi nelle mani di un giudice che usa la famosa "giustizia creativa".
Ho anche parecchi dubbi quando si difendono i giudici scorretti in nome dei tanti eroi, veri, come Falcone e Borsellino. Un corso e un esame non ti fanno diventare ne infallibile, ne un genio e neppure un eroe a priori.
Il corso e la selezione degli assistenti sociali sono molto meno qualificanti eppure loro "sanno", per legge, come si educano i figli e com'è una "giusta" famiglia.

Ci sono meno tutele ma i costi onerossimi - con altri aumenti previsti - per agire in giudizio sono una bella diga fra la giustizia vera e la croce di tenersi i torti subiti.

Mi piace invece fare un cenno agli avvocati.
In nome della libera concorrenza hanno impedito che potesse esserci un numero chiuso.
Questo ha portato un numero abnorme di Avvocati (basta circolare per un qualsiasi palazzo di giustizia) la cui qualità è certo scaduta. Non solo. Il numero ha creato un schiera di affamati e falchi. Per conquistare i clienti si usano trucchi bassissimi. Una avvocatessa di mia conoscenza ha persino barato sulla propria paternità, inventando d'essere la figlia di un luminare del diritto avendone lo stesso cognome.
La concorrenza si fa anche sul prezzo (come effetto naturale classico) però i costi degli studi non si coprono ed allora la voglia e la tentazione di convincere il cliente ad agire in giudizio anche quando non è necessario, è fortissima.
Alcuni prendono tutto e tutti. Con numero ci fanno lo stipendio. Peccato che non riescano a seguire tutti i clienti e sui registri dei tribunali appaiono firme ma nelle aule non appaiono FACCE dell'avvocato.

La cause si perdono e i clienti pagano.

 Dopo che lo Stato è riuscito squalificare la categoria (pare che Renzi abbia detto che gli avvocati sono il cancro della giustizia), ora, gli toglie il poco pane e abbatte le garanzie per tutti i cittadini.



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