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Guerre media e sangue

Chi frequenta i social probabilmente di scandalizza e poi si emoziona per le immagini scioccanti che arrivano da tutte le guerre.
In questi giorni le emozioni più forti arrivano dalla Palestina e dall'Ucraina.

È naturale e giusto scandalizzarsi davanti ai bambini straziati e al mare di corpi bruciati dell'incidente aereo.

 La guerra mediatica va molto veloce e colpisce quanto quella vera.

Partiamo da considerazioni generali: la guerra non dovrebbe esistere; da sempre è portatrice delle peggiori sciagure umane.
Allo stesso tempo, l'umanità non riesce ad eliminarle per quanti sforzi faccia.
Sono state create prima la Società delle Nazioni e poi l'ONU.

Però bisogna rendersi conto di due cose: le guerre di fanno sempre in due e  non si è mai vista una guerra incruenta.

Schierarsi è naturale. In queste due guerre però ci sono degli strani salti di schieramento.
I filo-palestinesi sono anche filo-ribelli ucraini.
Ora sono in grave imbarazzo. Putin arma i separatisti con i missili che hanno sterminato occidentali innocenti (oppure gli occidentali sono sempre colpevoli?).
Difficile stare dalla loro parte. Fino ad ora gli scandali riguardavano gli atti criminali compiuti dall'esercito Ucraino e l'appoggio dell'occidente al governo ufficiale filo europeo.
Ma Putin (ex KGB...) si comporta come i suoi predecessori ex URSS e prova a usare l'arma della disinformazione della negazione dell'evidenza e delle bugie.

Difficile scegliere da che parte stare.

Stare con palestinesi è più facile, sono deboli contro il crudele gigante Israele.
I bambini morti delle foto sono strazianti.

Nessuno dei partigiani-palestinesi in occidente si domanda perchè Hamas non smetta con i lanci dei missili. Sanno d'essere più deboli e sanno bene che Tel Aviv reagisce.

Ed è esattamente questo il loro scopo. Una reazione crudele da sbandierare al mondo, da fotografare.

In un film "Sesso e potere" un esperto di relazioni pubbliche, inventa, con l'aiuto di un bravo regista, una guerra fra USA e Albania per distrarre l'opinione pubblica da un grave scandalo sessuale che minaccia il presidente in carica in vista delle elezioni.
Costruiscono immagini ad hoc, con l'aiuto degli effetti digitali. Immagini tenere di una madre col piccolo (anche lui digitale) che scappa da soldati cattivi.
Nessuno si accorge del falso e l'emozione del pubblico.

In Palestina non c'è nulla di falso ma un ottimo uso dei media per scatenare reazioni internazionali.

Pochi dei filo-palestinesi si ricorda che Hamas non accetta compromessi che non prevedano l'eliminazione definitiva di Israele.

Gli israeliani si comportano mediaticamente invece malissimo. Le reazioni sono spropositate e non mostrano bandiere di pace bucate dai razzi palestinesi. Diventano guerrafondai prima che nazisti.

Allora la realtà e solo una: nessuno vuole la pace; quindi... si fa la guerra!







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