L'altro giorno ho trovato questa frase su un blog:
"i costi della politica sono la chiave della situazione italiana"
Ancora una volta l'onda emozionale, trascinata da Beppe Grillo ci fa dimenticare veramente quali sono i problemi principali e le soluzioni.
Gli "Incentivi alle piccole imprese" sono l'unica scarna e idiota nota economica contenuta nel programma di Beppe. Questo deve far riflettere.
Se non si fanno riforme radicali in senso liberale dell'economia non si va da nessuna parte, anche se i deputati finiscono a pane e acqua.
Non servono gli incentivi se gli imprenditori piccoli, medi e grandi sono attanagliati dalla burocrazia, dalla politica stupida e da mentalità non al passo con i tempi.
Non servono gli incentivi se non c'è il mercato ed i costi di un'impresa sono troppo alti, fra balzelli e costo del lavoro impossibile.
Possiamo anche affamare tutti i consiglieri regionali, provinciali; deputati, senatori e ministri.
Ma se resta l'inutile costosissimo elefante statale, immobile, prigioniero di sindacati e diritti acquisiti verremo divorati noi tutti dall'economia globale (che è inevitabile).
Lo stato non fallisce per pagare i deputati (a quel punto saremo tutti nei guai serissimi) ma perché le imprese non riescono ad esser produttive e non hanno tasse da pagare.
Quindi proseguiamo sulla strada delle riforme costituzionali. Tagliamo deputati, riduciamo stipendi e benfit ma solo perché il risultato finale sia un'amministrazione statale più snella e veloce che risponda rapidamente alle esigenze della gente e dell'economia.
Uno stato più asciutto che non abbia imprese da amministrare.
Leviamo poi alle nostre aziende la mentalità provinciale che ci ha fatto chiudere in noi stessi ed a crogiolarci, finché è stato possibile, nel nostro mercatino interno.
Abbiamo ancore delle carte da giocare, basta volerlo ed andare nella giusta direzione.
"i costi della politica sono la chiave della situazione italiana"
Ancora una volta l'onda emozionale, trascinata da Beppe Grillo ci fa dimenticare veramente quali sono i problemi principali e le soluzioni.
Gli "Incentivi alle piccole imprese" sono l'unica scarna e idiota nota economica contenuta nel programma di Beppe. Questo deve far riflettere.
Se non si fanno riforme radicali in senso liberale dell'economia non si va da nessuna parte, anche se i deputati finiscono a pane e acqua.
Non servono gli incentivi se gli imprenditori piccoli, medi e grandi sono attanagliati dalla burocrazia, dalla politica stupida e da mentalità non al passo con i tempi.
Non servono gli incentivi se non c'è il mercato ed i costi di un'impresa sono troppo alti, fra balzelli e costo del lavoro impossibile.
Possiamo anche affamare tutti i consiglieri regionali, provinciali; deputati, senatori e ministri.
Ma se resta l'inutile costosissimo elefante statale, immobile, prigioniero di sindacati e diritti acquisiti verremo divorati noi tutti dall'economia globale (che è inevitabile).
Lo stato non fallisce per pagare i deputati (a quel punto saremo tutti nei guai serissimi) ma perché le imprese non riescono ad esser produttive e non hanno tasse da pagare.
Quindi proseguiamo sulla strada delle riforme costituzionali. Tagliamo deputati, riduciamo stipendi e benfit ma solo perché il risultato finale sia un'amministrazione statale più snella e veloce che risponda rapidamente alle esigenze della gente e dell'economia.
Uno stato più asciutto che non abbia imprese da amministrare.
Leviamo poi alle nostre aziende la mentalità provinciale che ci ha fatto chiudere in noi stessi ed a crogiolarci, finché è stato possibile, nel nostro mercatino interno.
Abbiamo ancore delle carte da giocare, basta volerlo ed andare nella giusta direzione.
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