Immagino il famoso attore brindare con lo spumante, rigorosamente del suo paese, a casa sua, dopo aver sentito il telegiornale.
Il consumi sono in calo - quindi meno rifiuti e si comprano solo le cose essenziali, e alcuni nemmeno quelle: Niente più CONSUMISMO! Che gioia!
L'edilizia è tornata sui livelli del 1967 - quindi meno case, meno cemento
Chiudono tante fabbriche inquinanti
Non solo l'industria dell'auto è in grave crisi ma gli italiani usano meno il loto mezzo di trasporto mettendo in difficoltà le industrie petrolifere: quanto INQUINAMENTO di meno!!
Eccola è la decrescita tanto attesa; peccato che non ci sia nulla di "felice"
L'economia italiana non gira e non regge la concorrenza; imballata da troppa burocrazia e troppe tasse.
La disoccupazione è alle stelle soprattutto quella giovanile con gravi rischi di scollamento sociale.
La catena economica si è interrotta e tutti ne stanno pagando il prezzo, pesante.
Non basterebbero i tagli (assolutamente necessari) agli stipendi dei politici; se non c'è produzione non c'è economia.
Neppure Keynes saprebbe inventarsi lavori inutili in questa situazione; se non c'è a monte qualcuno che guadagna non ci sono i soldi per pagare nessuno. Soprattutto in Italia dove si fa fatica a pagare persino gli esodati per quel che gli si è promesso per lasciare in anticipo il lavoro.
Caro Ascainio, la decrescita c'è ma nessuno fa festa; tranne te, immagino.
La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL
Ascanio Celestini Libri
Il consumi sono in calo - quindi meno rifiuti e si comprano solo le cose essenziali, e alcuni nemmeno quelle: Niente più CONSUMISMO! Che gioia!
L'edilizia è tornata sui livelli del 1967 - quindi meno case, meno cemento
Chiudono tante fabbriche inquinanti
Non solo l'industria dell'auto è in grave crisi ma gli italiani usano meno il loto mezzo di trasporto mettendo in difficoltà le industrie petrolifere: quanto INQUINAMENTO di meno!!
Eccola è la decrescita tanto attesa; peccato che non ci sia nulla di "felice"
L'economia italiana non gira e non regge la concorrenza; imballata da troppa burocrazia e troppe tasse.
La disoccupazione è alle stelle soprattutto quella giovanile con gravi rischi di scollamento sociale.
La catena economica si è interrotta e tutti ne stanno pagando il prezzo, pesante.
Non basterebbero i tagli (assolutamente necessari) agli stipendi dei politici; se non c'è produzione non c'è economia.
Neppure Keynes saprebbe inventarsi lavori inutili in questa situazione; se non c'è a monte qualcuno che guadagna non ci sono i soldi per pagare nessuno. Soprattutto in Italia dove si fa fatica a pagare persino gli esodati per quel che gli si è promesso per lasciare in anticipo il lavoro.
Caro Ascainio, la decrescita c'è ma nessuno fa festa; tranne te, immagino.
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