La Costituzione italiana è bella e ben fatta. Mostra qualche limite a causa del momento storico in cui fu redatta.
Un nuovo Fascismo, una dittatura deprecabile e non replicabile, con conseguenze gravissime sul paese, doveva essere impedito a tutti i costi.
Si è tentato di evitare che troppi poteri fossero appannaggio di pochi e poche istituzioni.
Da qui la scelta di un Presidente del Consiglio non elettivo diverso dal Presidente della Repubblica posto come garante.
Anche il dualismo mai risolto fra Carabinieri e Polizia va in questa direzione.
Anche se sciocchi dirigenti scolastici e la sinistra politica italiana, che vive di nemici da combattere, sventolano ogni giorno la "minaccia fascista", rischi di una nuova dittatura in Italia sono, oggi, risibili o nulli.
Al contrario è stata sempre proprio la sinistra ad andare contro quelle intenzioni della Costituzione lasciando eccessivo spazio a parti e istituzioni sempre funzionali alle sua politica.
Così non ha ma invocato l'applicazione della Costituzione per i sindacati che hanno vissuto quasi senza regole per decenni.
Un vecchio libro di Diritto del Lavoro ripeteva con costanza come un mantra "La Costituzione dice così ma i sindacati fanno in un altro modo".
Poi è stata la volta dai giornalisti. Come è evidente a tutti l'orientamento dei redattori media italiani prevalente è sempre di sinistra. Sono difesi -se dalla parte "giusta"- sempre a spada tratta, facendone una casta quasi intoccabile.
Infine i giudici. Se qualcuno ricorda fu proprio Gramsci a dire che i compagni dovevano diventare Giornalisti, Professori e Giudici. Così è stato. Con la fazione interna di Magistratura Democratica sempre pronta a nuove battaglie per mettere i proprio adepti nelle posizioni di preminenza. Le storie di Palamara & C. sono illuminanti.
I giudici sono quindi diventati Intoccabili e infallibili. Ogni volta che di parla di "faziosità dei giudici" o "uso politico della giustizia" la sinistra insorge (insieme alla casta dei giudici che non vuol certo perdere privilegi).
Porre i giudici in quella posizione li fa sentire realmente intoccabili e al di sopra della legge. Con tanto di libertà di sbagliare (anche volontariamente e funzionalmente) senza conseguenze.
Allora ci sono i DeMagistris che spendono milioni delle nostre tasse per intercettare telefonicamente chiunque mai con una conclusione. Ci sono i Woodcock che organizzano clamorose e DISPENDIOSE inchieste senza avere un condannato. Ci sono in giudici di Milano che trascinano processi per decenni contro Berlusconi per vederlo sempre assolto. Ci sono poi PM antimafia che proseguono con la cantilena della "trattativa stato-mafia" nonostante siano stati smentiti tante volte nei processi dai loro colleghi.
Nessuno paga. Anzi, paghiamo sempre noi con i rimborsi di chi è stato ingiustamente perseguito.
Woodcock ha speso un fiume di danaro ed è ancora al suo posto, pronto a trova una nuova scusa per la solita clamorosa inchiesta.
Nessuno deve sentirsi al di sopra della legge. Tutti dovremmo pagare per le conseguenze delle nostre azioni quando danneggiano gravemente altri.
La riforma del CSM e la divisione delle carriere dei giudici è oggi fondamentale e l'occasione per questo governo.
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