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Le follie della nostra isola


Mont’e Prama: i loro primi quarant'anni


I sardi si chiedono perché 80 (ottanta) magnifiche statute di grande importanza archeologica e di conseguenza turistica, siano rimaste sepolte nei magazzini dei musei per così tanto tempo.
Si chiedono anche perché continui il litigio su dove esporle per non dare certezze ai turisti che volessero ammirarle.

Il famoso detto impera: pocos, locos e mal unidos.

Aggiungerei "MASOCHISTOS"....

L'intervista continua:
C'erano Sisinnio Poddi (uno degli scopritori) e Roberto Nardi (direttore del CCA) davanti al Civico Museo Archeologico "Giovanni Marongiu" di Cabras (OR), quando sono arrivate le 10 sculture  restaurate: la quota che, per il momento, spetta alla madre patria delle statue d'arenaria scoperte nel Sinis nel lontano 1974. Non so se ci fosse anche Marco Minoja, ma nel video un archeologo della Sovrintendenza (credo Alessandro Usai) ci dice, per l' ennesima volta perchè siamo duri di comprendonio, che le statue pur essendo divise tra Cagliari e Cabras, sono insieme in un progetto unitario. E ci viene ripetuto anche e sempre: Cagliari, Museo Archeologico Nazionale;  Cabras, Museo civico “Giovanni Marongiu” Dal 13 marzo 2014. Il protocollo d’intesa del 12.12.2011 tra la Regione Autonoma della Sardegna, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna, la Soprintendenza cagliaritana e il Comune di Cabras, ha sancito la costituzione del sistema museale di Mont’e Prama, secondo un programma di valorizzazione che tende a esaltare le potenzialità del contesto in un sistema espositivo plurale, frutto però di una progettazione strettamente unitaria. (Da questo sito). Pur tuttavia non lo capiamo e vorremmo vederle insieme, perchè dopo 40 anni - e non so come le Soprintendenze sarde possano essere fiere di questo lasso di tempo assurdamente lungo-il mondo ne avrebbe il diritto (1). 

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