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La politica esiste

È inutile che la si voglia girare la politica esiste.  "L'anti-politica" è fantascienza.

Anche Grillo, superato lo scoglio delle elezioni (quindi di tutta l'organizzazione che occorre per presentare firme, liste e partito o movimento, che dir si voglia) deve fare la politica "giusta" per mantenere e superare i consensi ricevuti.

Da politico, inusuale certo, deve comportarsi; che lo voglia o no.

Raccontarci contemporaneamente in un discorso affastellato che:
- I figli non guardano televisione e non leggono i giornali
- Che le migliori fabbriche italiane sono vendute all'estero
- Che tutti delocalizzano portando la produzione in altre nazioni
- Che gli imprenditori italiani dell'olio adulterano l'olio d'oliva
- Che non deve passare per il parlamento il processo di creazione delle leggi
- Che solo i vecchi votano Berlusconi
- Che i parlamentari votano per inerzia (però vuole una disciplina ferrea per i suoi. ndr)
- ed anche che va benissimo di corpo...

È puro folklore.
Serve per protestare e stimolare gli animi caldi e non per governare.
Anche se su tante cose ha ragione poi si contraddice pesantemente.
Questo ha fatto fin'ora ed in un momento difficile come questo è, ovviamente, andata benissimo.

Questo tipo di cose non possono fare quelli del PD.
Per la politica reale, quella che richiede e ricerca consensi bisogna comportarsi in un altro modo.
Trovare le idee e le soluzioni per il paese e condivisibili dalla maggior parte.

Mi fanno ridere i dissidenti; gli amici di Bersani in particolare.
Hanno una voglia matta di far cadere il governo per non stare al fianco del nemico di sempre.
Non sono politici accorti, non sanno fare politica. Hanno lo stesso desiderio represso di perdere le prossime elezioni.

Se il PD, oggi, si mantiene a galla nei sondaggi è perché questo governo va avanti; qualcosina fa e non litiga oltre i limiti.
Letta Governa ed ha imposto ministri scomodi per il PDL (uno è andato perduto come la Idem). Tanto dell'elettorato moderato vuole un governo e non ancora caos.
Chi dovesse rompere l'alleanza, scomoda certo, per motivi banali o quasi, sarebbe punito severamente.
Lo sa bene Silvio, che resiste nonostante i suoi problemi giudiziari.
Rompere oggi significa lasciare il campo agli estremisti e poi al disastro completo.

Meglio che i Bersaniani, che tanti danni hanno già fatto, mordano il freno e aspettino tempi migliori.

Per perdere c'è sempre un momento buono.


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