Interessante analisi del fenomeno dei "tutti fotografi" di Roberto Cotroneo
Non sono d'accordo.
La foto ha tante funzioni.
Sono certo che i professionisti continueranno a produrre foto valide, belle, corrette e coerenti con gli incarichi ricevuti però questo quadro che viene descritto da Cotroneo non tiene conto di tanti aspetti della fotografia.
La memoria prima di tutto. Ho ritrovato vita, momenti importanti e persone care dimenticate in tante foto analogiche - passate poi allo scanner - in negativi brutti rigati ed a volte quasi trasparenti. Persino momenti e paesaggi cittadini smarriti che aiutano a ricostruire un passato che oggi diventa importante.
Le brutte foto sono sempre esistite e sono sempre state fatte; prima c'erano le Istamatic e le compatte super-automatiche, insieme ai video vhs e similati.
Tutti siamo stati costretti, per compiacenza, ad assistere a ore di visione di orribili riprese video o a guardare pacchi di foto brutte delle vacanze. Ad aggravare - ma anche no, si può omettere e non guardare - la situazione oggi c'è la rete dove una dose di auto compiacimento e velleità artistiche invita le persone a mostrare le loro opere nella speranza d'avere riscontri ed approvazioni dal mondo; se vogliamo è quasi naturale.
Non sono i casi più gravi.
Esistono quelli che definisco sup-para-artisti che producono opere e opere supportati da piccoli circoli di amici, alcuni ignoranti e incapaci, altri grandemente ipocriti.
Questi sup-para-artisti si riuniscono anche in circoli e organizzano mostre collettive da far rabbrividire. Alcuni hanno i coraggio di pagare per delle Personali.
Ho conosciuto alcuni che sono andati oltre. Non contenti d'aver inutilmente imbrattato tante tele o sprecato tanta carta fotografica, sono passati anche alla poesia, pubblicando dei volumi.
Qualche risultato l'hanno raggiunto: comiche serate degli amici ipocriti, di cui sopra, con ilari letture collettive delle stesse.
Sempre in assenza e alle spalle dell'artista...
Scattate fotografie orribili senza saperlo. Vi stanno ingannando…
Non sono d'accordo.
La foto ha tante funzioni.
Sono certo che i professionisti continueranno a produrre foto valide, belle, corrette e coerenti con gli incarichi ricevuti però questo quadro che viene descritto da Cotroneo non tiene conto di tanti aspetti della fotografia.
La memoria prima di tutto. Ho ritrovato vita, momenti importanti e persone care dimenticate in tante foto analogiche - passate poi allo scanner - in negativi brutti rigati ed a volte quasi trasparenti. Persino momenti e paesaggi cittadini smarriti che aiutano a ricostruire un passato che oggi diventa importante.
Le brutte foto sono sempre esistite e sono sempre state fatte; prima c'erano le Istamatic e le compatte super-automatiche, insieme ai video vhs e similati.
Tutti siamo stati costretti, per compiacenza, ad assistere a ore di visione di orribili riprese video o a guardare pacchi di foto brutte delle vacanze. Ad aggravare - ma anche no, si può omettere e non guardare - la situazione oggi c'è la rete dove una dose di auto compiacimento e velleità artistiche invita le persone a mostrare le loro opere nella speranza d'avere riscontri ed approvazioni dal mondo; se vogliamo è quasi naturale.
Non sono i casi più gravi.
Esistono quelli che definisco sup-para-artisti che producono opere e opere supportati da piccoli circoli di amici, alcuni ignoranti e incapaci, altri grandemente ipocriti.
Questi sup-para-artisti si riuniscono anche in circoli e organizzano mostre collettive da far rabbrividire. Alcuni hanno i coraggio di pagare per delle Personali.
Ho conosciuto alcuni che sono andati oltre. Non contenti d'aver inutilmente imbrattato tante tele o sprecato tanta carta fotografica, sono passati anche alla poesia, pubblicando dei volumi.
Qualche risultato l'hanno raggiunto: comiche serate degli amici ipocriti, di cui sopra, con ilari letture collettive delle stesse.
Sempre in assenza e alle spalle dell'artista...
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